La filanda

filatura della seta

La filatura o trattura della seta consiste nel dipanamento simultaneo di più bozzoli, in modo che dalle loro bave riunite risulti un filo unico di consistenza tale da poter essere utilizzato.
La bavella di un singolo bozzolo infatti è di tale finezza che da sola non trova alcun impiego.
Dato che il titolo medio della singola bava è di circa 2,5/3,0 denari e che la greggia di titolo più fine che viene prodotta è la 9/11 den, occorre filare almeno 3/4 bozzoli alla volta. Per i titoli più elevati si filerà un numero di bozzoli corrispondentemente maggiore.

Operazioni preliminari

Spelaiatura

dei bozzoli

La spelaiatura dei bozzoli, operazione che consiste nel togliere a ciascun bozzolo la bambagia che lo circonda, viene eseguita prima della cernita con apposite macchinette spelaiatrici.

Cernita

dei bozzoli

È la prima delle operazioni preliminari della trattura e serve a dividere i bozzoli già essiccati in diverse categorie, che devono risultare quanto più omogenee possibile per qualità.
La cernita si fa a mano versando i bozzoli da cernire su appositi tavolini a sponde basse, intorno ai quali siedono le operaie addette a questo lavoro. Con la cernita e mondatura inoltre si eliminano tutti i bozzoli di scarto: piccoli, macchiati, schiacciati, malfatti, doppi, calcinati, ammuffiti, rugginosi bambagiati ecc.

Bollitura e macero

dei bozzoli secchi

Questa operazione precede la scopinatura e serve a rammollire le vesti della corteccia serica del bozzolo e a farvi penetrare l’acqua all’interno, affinchè l’azione delle spazzole per la ricerca del capo filo nella scopinatura non debba poi essere protratta troppo a lungo e sia possibile la dipanatura della bavella serica.
Dapprima i bozzoli secchi vengono messi in una autoclave al cui interno viene fatto il vuoto per consentire all’acqua di penetrarvi all’interno più facilmente.

A questo punto i bozzoli pieni d’acqua vengono messi in appositi cestelli di rete inox dove, trascinati da una cremagliera, percorrono tutto il tragitto in immersione all’interno del percorso di macerazione.
La difficoltà di eseguire bene questo passaggio consiste soprattutto nel proporzionare le temperature dell’acqua e la durata dell’operazione così da rammollire la sericina in modo uniforme sia nei primi strati che gli strati sottostanti della corteccia sempre tenendo in considerazione le specifiche caratteristiche del lotto di bozzoli in lavorazione.

Scopinatura

dei bozzoli

Serve per la ricerca del capo-filo e si compie nella “batteuse”.
I bozzoli precedentemente bolliti vengono versati in una vasca piena di acqua portata alla temperatura impostata per mezzo del vapore. In un angolo della vasca si trovano delle spazzole rotanti di saggina. Con il movimento rotatorio delle spazzole, che si abbassano ruotando nell’acqua, vengono raccolti i capo-filo dei bozzoli che l’addetta alla scopinatura caricherà nelle bacinelle che girano attorno alle vasche di filatura.

Filatura vera e propria

Formazione del filo

di greggia

I capo-fili dei bozzoli scopinati, con le bave purgate, caricati nelle bacinelle vengono riuniti in mazzetti per essere facilmente legati ad un rampino girevole che si trova vicino all’orlo delle bacinelle. La filatrice non fa ora che prendere un numero di bave sufficienti alla formazione di un filo di greggia del titolo voluto, unire queste insieme e passarle nel foro della filiera e dell’elica attacca-bave. Dopo aver fatto scorrere il filo sulle rotelline (rollers) per la formazione della torta, avvia il filo all’aspo.

Una volta iniziata la filatura, bisogna continuamente alimentare la rosa dei bozzoli (si chiama così il gruppo dei bozzoli in svolgimento sotto la filiera) man mano che questi si esauriscono o si staccano per rottura della loro bava. Ciò viene gestito da un sensore meccanico che aziona la leva che propone un nuovo capo-filo all’attaccabave automatico quando il titolo del filato si abbassa. Inoltre, per mantenere regolare il titolo del filo in formazione, la filatrice, a seconda di come si presenta composta la rosa dei bozzoli, favorirà l’inserimento nel filo la bava di un bozzolo nuovo o quella più fine di un bozzolo già in parte svolto; si filerà cioè con bozzoli nuovi o con bozzoli misti. I titoli più usuali delle gregge sono il 13/15 ed il 20/22; il primo si ottiene in genere con 2 nuovi e 3 misti, il secondo con 4 nuovi e 5 misti.

La regolazione della temperatura dell’acqua è un fattore molto importante agli effetti della greggia tratta, perché una temperatura troppo elevata fa acquistare all’acqua un eccessivo potere solvente e di conseguenza si ha una greggia poco netta, al contrario una temperatura dell’acqua troppo bassa non consente una perfetta saldatura delle bavelle dei singoli bozzoli e di conseguenza si ha una seta con una bassa coesione.

Torta

La torta o tortiglia consiste in una particolare disposizione del filo di greggia: viene realizzata incrociando più volte il filo di seta in formazione tra due rollers, nel tratto di filo che va dalla filiera all’aspo.
Gli scopi della torta sono molteplici: essa serve innanzitutto ad eliminare dal filo gran parte della sua umidità. Infatti, il filo di greggia che esce dalla filiera è impregnato con una quantità di acqua pari al suo peso in fibra e di questa ne perde circa i 2/3 per effetto della torta.

La torta inoltre ha il potere di saldare maggiormente tra di loro le bavelle che compongono il filo di greggia aumentando la sua coesione.
Questo carattere ha particolare importanza per gregge destinate a determinati impieghi.
Infine, la torta esplica un’azione nettatrice sul filo permettendo di eliminare da esso molti difetti di bava e di filatura perché al loro passaggio il più delle volte la torta si rompe e l’operaia può così eliminare il tratto di filo che risulta difettoso.
Dopo il passaggio attraverso la torta di filo di greggia si presenta dunque più asciutto, meglio saldato e più netto.

Raccolta del filo

di greggia

Dopo essere passato attraverso le eliche della torta, il filo si avvia dall’ultima tavella all’aspo in plastica ove si avvolge formando una rocchella che verrà poi dipanata in aspatoia.

Aspatura

del filo di greggia

Prima della aspatura, le rocchelle di seta scaricate dalla macchina di filatura, vengono reidratate per mezzo di una autoclave, tale operazione si rende necessaria per riportare allo stato semifluido la sericina e rendere più agevole lo svolgimento del filato in seta.

Le rocchelle vengono poi posizionate in basso appena sopra un recipiente d’acqua e mantenute umide mediante una saltuaria immersione nell’acqua contenuta nella bacinella.

L’operazione di aspatura avviene all’interno di cassoni riscaldati ad una temperatura di circa 40° mediante le tubazioni del vapore che, generalmente, alimentano tutto il processo produttivo della filanda.
L’aspo di raccolta è a sei costole o cornobbi di legno, distanti fra di loro 60° ed uniti all’asse di rotazione mediante due sistemi di raggi. Una coppia di tali raggi è accorciabile mediante galletti a vite, per poter così levare con facilità le matasse una volta che esse abbiano raggiunto il peso desiderato.
Il perimetro delle aspe è generalmente di 150 cm.

Confezione

delle matasse

Le matasse tolte dalle aspe vengono portate in una apposita stanza detta “sala della seta”, ove vengono prima accuratamente ripassate per eliminare da esse i difetti più grossolani di filatura e quindi pantimate, piegate e confezionate in pacchi.

La pantimatura consiste nel passare attraverso la matassa un filo incrociandone i capi quattro volte in modo da suddividere la sua larghezza in cinque parti quasi uguali. Questa operazione ha lo scopo di tenere bene a posto i fili della matassa e di assicurare quindi un facile dipanamento. I pantimi sono 4/5 e possono essere bianchi, o colorati per distinguere i titoli del filato. Ad un ultimo singolo pantimo laterale vengono legati i due capo-fili della matassa. Per i pantimi si impiega in genere un filato di cotone o anche di cascame di seta, che deve rompersi facilmente con le mani.

Le matasse pantimate vengono piegate a mano o mediante un apparecchio a mano detto tornello.
Dopo di che vengono confezionate dapprima in pacchi da 5 Kg. circa, composti da 24 a 28 matasse cadauno, e poi in scatole da 30 Kg. o in ballotti da 60 Kg. di tela pesante di cotone che verranno a loro volta imballate in bisacce di paglia intrecciata.

Lotti

per l'esportazione

La seta prodotta viene convenzionalmente suddivisa in lotti da 600 KG. cadauno. Ogni singolo lotto, per poter essere esportato deve essere testato da un ente governativo, presente in tutte le regioni cinesi, che rilascia il “Certificate for raw silk classification and conditioned weight”.
Di ogni singolo lotto si verifica la regolarità del colore, la percentuale di umidità (convenzionalmente 11%) e la qualità del filo. Per questo vengono prelevati dei campioni di matasse, dette sfilzette, che vengono poi utilizzate per essere testate nei laboratori degli enti preposti.

Alla fine le partite vengo classificate in base ai risultati ottenuti e viene loro attribuito un punteggio sulla base di una scala che può arrivare sino alla 6A per le qualità migliori.
Purtroppo il metodo di classificazione cinese risulta essere poco affidabile data la minima quantità di seta testata (pochi grammi su 600 Kg.) e la valutazione fatta in modo soggettivo per mezzo di tavole di seriplano o tavole nere.

Conclusione

Si rende pertanto necessaria una accurata selezione e riclassificazione dei lotti, mediante KEISOKKI CLASSIFAULT, al fine di poter avere un più accurato controllo qualitativo per poter soddisfare le richieste, sempre più stringenti, degli operatori tessili. Al riguardo si veda la parte relativa al processo produttivo della Torcitura di Dolzago.